Un sapore di ruggine ed ossa

Visto giovedì 6 dicembre.

Decisamente buono. Echi tarantiniani, ma senza citazionismi. Dramma senza retorica, forse troppo lucidata e con qualche ingenuità la parte di Marion Cotillard.

Da vedere, sostanzialmente.

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Nathan Never scassa!

Per qualche lettore meno smaliziato Nathan Never (la serie di fantascienza di Sergio Bonelli Editore) narra delle peripezie futuribili di un agente investigativo privato, a metà strada fra Tex e Blade Runner.

Naturalmente il genere fantascientifico è stato fin dalla sua nascita un modo per proporre la visione del mondo dell’autore, e dire la propria, in definitiva, sulle storture dell’epoca in cui vive.

A questa regola non sono sfuggiti, nel corso della ventennale pubblicazione dell’albo, gli autori che si sono alternati alla sceneggiatura. L’ultimo esempio è da rintracciare nel numero 243 (agosto 2011) in edicola (scritto da Bepi Vigna, disegnato da Germano Bonazzi).

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Habemus papam

Sì, vi è una certa dose di felice incoscienza, in “Habemus Papam”. Vi sono sprazzi di genio, a partire dall’idea stessa di un vicario di Cristo moderno, troppo moderno. Vi è la palpabile linea rossa, intessuta nella trama, dell’inadeguatezza. Vi sono lo scarto dal reale, lo spiazzamento, l’inatteso, la follia senza possibilità di rimedio, o cura.

C’è, purtroppo, anche Nanni Moretti. Fuori fase, fuori fuoco, troppo gigione, troppo ammiccante. Moretti è arrivato al punto in cui non può fare il regista e l’attore in un suo film.

Il mancato amalgama tra dramma e commedia è in buona parte fallito per la incapacità del Moretti regista di tenere a freno il Moretti attore. Poteva essere un film epocale, è solo un buon film con alcuni memorabili momenti.

[visto domenica 17-04-2011]

Nessuno mi può giudicare

Film per coppie, leggero e svagatamente citazionista.

Divento vecchio: è la seconda volta in poco più di un mese che esco da una sala senza maledire la mia curiosità, dopo aver visto un film italiano.

Ma come si fa a non indulgere in assoluzioni con Paola Cortellesi che vorrebbe ma non può fare “il mestiere più famoso d’Italia”, con Rocco Papaleo che aggiorna la celeberrima scena del bar da Ecce Bombo, con Lillo che coatteggia impunito schitarrando infollicolato, con tanti minicameo che è impossibile citarli (uno per tutti: Remo Remotti, il Freud di Sogni d’oro)…?

E poi, se la sceneggiatura scorre e i toni variano con levità dal comico, al satirico, al sentimentale, se la durata non è impegnativa e le pretese non eccessive, allora 3 stellette di godimento si possono pure concedere senza troppi rimorsi cinefili.

[Film in testa negli incassi nel primo week-end]

Immaturi

Questo film contiene una serie di colpi bassi. Generazionale come “Compagni di scuola”, ma senza la vena amarognola e cattiva del Verdone dei tempi migliori. Fotografa con leggerezza impalpabile e occhio indulgente i qua-quara-que (quasi-quarantenni-queruli) odierni.

PQM (per questi motivi), non posso che pronunciare un verdetto di assoluzione piena (e si passi ad altro film).

Immaturi a Siena e provincia | MYmovies.

La Passione

Beh, stavolta Mazzacurati mi ha tenuto sveglio, nonostante l’ora e la giornata pesante, e solo per questo si merita le tre stellette.
Poi è riuscito a contenere i gigioneggiamenti di Silvio Orlando e a non far tracimare un esilarante Corrado Guzzanti. Giuseppe Battiston sarebbe da sfruttare di più e meglio (in generale, non solo in questo film).
Non tutto viene risolto nella sceneggiatura e si sprecano le suggestioni non raccolte, però nel complesso la retorica viene contenuta entro limiti accettabili.