José Saramago e la solitudine

La solitudine non è vivere da soli, la solitudine è il non essere capaci di fare compagnia a qualcuno o a qualcosa che sta dentro di noi, la solitudine non è un albero in mezzo a una pianura dove ci sia solo lui, è la distanza tra la linfa profonda e la corteccia, tra la foglia e la radice

José Saramago e la solitudine | Il Post.

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Cosa resta della confusione

Per essere felice mi basta
un libro che mi intrattenga,
due labbra che mi sorridano
e un bacio che mi sostenga.

Manuel Vàzquez Montalbàn, “Ho ammazzato J.F. Kennedy”
– traduzione di Hado Lyria

Primo Pepe

Gli stimoli più impercettibili del sopravvivere lo aiutano probabilmente a superare i tempi morti e a dimenticare il sospetto che anche il tempo non perso è tutto tempo perso.

(Manuel Vàzquez MontalbànHo ammazzato J.F. Kennedy)

Buon anno

“La vita è come la scala di un pollaio. Corta, ma piena di merda”.

proverbio catalano citato da Manuel Vázquez Montalbán
in Il centravanti è stato assassinato verso sera
(p. 189, Traduzione di Hado Lyria)

Rinnegato

“Tu sei uno che ha bandito tutti i sentimenti superflui dalla propria vita. Nessun desiderio puerile di tornare a casa. Nessuna tolleranza per ciò che non è essenziale. Tempo solo per ciò che è indispensabile.”

Philip Roth, Pastorale americana, p. 66

Dove andremo a finire

[…] Perché se un uomo si lascia andare una volta a un assassinio, presto comincerà a non farsi grande scrupolo di rubare, e dal rubare arriverà al bere, a non rispettare il giorno festivo, e di qui all’inciviltà e alla negligenza. Una volta entrati in questa china, non si sa dove ci si fermerà. Più d’un uomo ha datata la sua rovina da qualche assassinio a cui dava allora poca importanza.

(Thomas De Quincey – L’assassinio come una delle belle arti)

Il posto fisso

(Diàbete e Doris sono due schiavi dell’antica Grecia)

DIÀBETE: Cosa sono tutte queste storie sulla libertà? È pericolosa. Sapere qual è il proprio posto è sicuro. Non capisci, Doris, i governi cambiano ogni settimana, i capi politici si uccidono a vicenda, le città sono saccheggiate, la gente è torturata. Se c’è una guerra, chi credi venga ucciso? La gente libera. Ma noi siamo al sicuro perché non importa chi sia al potere, hanno tutti bisogno di qualcuno che faccia le pulizie pesanti.

[estratto dalla commedia “Dio”, in “Senza Piume”- Woody Allen, anni 70 del secolo XX]

La parola che si fa eros

Entrai nella libreria dello Hunter College. Il commesso, un giovane con gli occhi sensibili, venne da me. “Posso aiutarla?” disse.
“Sto cercando un’edizione speciale di Pubblicità a me stesso. Ho saputo che l’autore ne ha fatte stampare per gli amici alcune migliaia di copie con il bordo dorato.”
“Devo controllare”, disse. “Abbiamo una linea diretta con casa Mailer.”
Lo guardai fisso. “Mi manda Sherry,” dissi. Pigiò un bottone. Una parete di libri si aprì ed entrai come un agnellino in quell’esuberante luogo di piacere noto come Flossie’s.
Tappezzeria a disegni rossi e un arredamento vittoriano creavano l’atmosfera. Pallide ragazze nervose con occhiali dalla montatura nera e capelli alla maschietta oziavano sui divani, sfogliando in modo provocante i classici della Penguin. Una bionda con un grande sorriso mi fece l’occhiolino, accennando a una stanza di sopra, e disse: “Wallace Stevens, eh?”. Ma non si trattava solo di esperienze intellettuali – stavano smerciando anche quelle emotive. Per cinquanta dollari, appresi, potevi “relazionarti senza avvicinarti”. Per cento, una ragazza ti prestava i suoi dischi di Bartòk, veniva a cena e poi ti lasciava guardare mentre aveva un attacco d’ansia. Per centocinquanta, potevi ascoltare una radio FM con due gemelle. Per tre bigliettoni avevi il massimo: un’ebrea magra coi capelli neri fingeva di passarti a prendere al Museo d’Arte Moderna, ti faceva leggere la sua tesi, ti coinvolgeva in una litigata chiassosa da Elaine sulla concezione che Freud ha della donna e poi fingeva un suicidio a tua scelta – la serata perfetta, per certi tipi. Un racket simpatico. Grande città, New York.
[…] Più tardi quella notte, cercai una mia vecchia conoscenza di nome Gloria. Era bionda. Laureata con lode. La differenza era che si era specializzata in educazione fisica. Fu piacevole.

[estratto da “Le squillo del Club Mensa”, in “Senza Piume” – Woody Allen – anni 70 del secolo XX]

Napoli l'anno scorso, il mondo tra breve

L’aspetto delle strade peggiorava di ora in ora. La spazzatura sembrava moltiplicarsi durante le ore notturne, era come se dall’estero, da un paese sconosciuto dove regnasse ancora una vita normale, venissero di nascosto a svuotare i contenitori, se non fosse che ci troviamo in un paese di ciechi vedremmo avanzare in questa bianca oscurità i carri e i camion fantasma carichi di detriti, avanzi, macerie, scorie chimiche, ceneri, oli bruciati, ossa, bottiglie, interiora, pile scariche, montagne di carta, soltanto i resti del mangiare non ci portano, neanche un po’ di bucce con cui poter ingannare via via la fame, aspettando quei giorni migliori che dovranno pur venire.

(José SaramagoCecità)

Predizione ai potenti

“Sarete annoiati dal vostro lavoro, dagli amici, da mariti, mogli, o amanti, dalla vista che si gode dalla finestra di casa vostra, dai vostri pensieri, da voi stessi. Di conseguenza, cercherete vie di fuga. A parte gli strumenti di autogratificazione sopra menzionati, forse comincerete a cambiare lavoro, residenza, amicizie, paese, clima; forse vi darete alla promiscuità sessuale, all’alcol, ai viaggi, alle lezioni di cucina, alle droghe, alla psicoanalisi.”

(Iosif BrodskijElogio della noia)