Un sapore di ruggine ed ossa

Visto giovedì 6 dicembre.

Decisamente buono. Echi tarantiniani, ma senza citazionismi. Dramma senza retorica, forse troppo lucidata e con qualche ingenuità la parte di Marion Cotillard.

Da vedere, sostanzialmente.

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Midnight in Paris

Sono tornato da poco, e sono anche mal disposto per la cena di fortuna (tortelli burro e salvia alle 22.30 non sono il massimo)…

Ma già sulla strada del ritorno, rimuginavo sullo spottone da ufficio locale per il turismo che avevo appena visto…

Zero battute fulminanti, Owen Wilson più facciadapirla del solito, il giochino “OHHH ma quello/a è Hemingway [Scott Fitzgerald | Gertrude Stein | Pablo Picasso]” stanca dopo 2 minuti…

Insomma, se avessi speso più dei €5 di abbonamento o avessi dovuto tralasciare un’alternativa qualsiasi (una partita a ramino alla locale sezione dell’ANPI, tipo) sarei piuttosto incazzatello con il vecchio Woody in disarmo…

Scheda Midnight in Paris su IMDB.

Habemus papam

Sì, vi è una certa dose di felice incoscienza, in “Habemus Papam”. Vi sono sprazzi di genio, a partire dall’idea stessa di un vicario di Cristo moderno, troppo moderno. Vi è la palpabile linea rossa, intessuta nella trama, dell’inadeguatezza. Vi sono lo scarto dal reale, lo spiazzamento, l’inatteso, la follia senza possibilità di rimedio, o cura.

C’è, purtroppo, anche Nanni Moretti. Fuori fase, fuori fuoco, troppo gigione, troppo ammiccante. Moretti è arrivato al punto in cui non può fare il regista e l’attore in un suo film.

Il mancato amalgama tra dramma e commedia è in buona parte fallito per la incapacità del Moretti regista di tenere a freno il Moretti attore. Poteva essere un film epocale, è solo un buon film con alcuni memorabili momenti.

[visto domenica 17-04-2011]

Nessuno mi può giudicare

Film per coppie, leggero e svagatamente citazionista.

Divento vecchio: è la seconda volta in poco più di un mese che esco da una sala senza maledire la mia curiosità, dopo aver visto un film italiano.

Ma come si fa a non indulgere in assoluzioni con Paola Cortellesi che vorrebbe ma non può fare “il mestiere più famoso d’Italia”, con Rocco Papaleo che aggiorna la celeberrima scena del bar da Ecce Bombo, con Lillo che coatteggia impunito schitarrando infollicolato, con tanti minicameo che è impossibile citarli (uno per tutti: Remo Remotti, il Freud di Sogni d’oro)…?

E poi, se la sceneggiatura scorre e i toni variano con levità dal comico, al satirico, al sentimentale, se la durata non è impegnativa e le pretese non eccessive, allora 3 stellette di godimento si possono pure concedere senza troppi rimorsi cinefili.

[Film in testa negli incassi nel primo week-end]

Immaturi

Questo film contiene una serie di colpi bassi. Generazionale come “Compagni di scuola”, ma senza la vena amarognola e cattiva del Verdone dei tempi migliori. Fotografa con leggerezza impalpabile e occhio indulgente i qua-quara-que (quasi-quarantenni-queruli) odierni.

PQM (per questi motivi), non posso che pronunciare un verdetto di assoluzione piena (e si passi ad altro film).

Immaturi a Siena e provincia | MYmovies.

The Social Network

Motivi per cui non diventai miliardario (in ordine di importanza)

  1. non ho un QI abbastanza alto
  2. non sono abbastanza ambizioso
  3. non sono abbastanza stronzo
  4. non sono abbastanza frustrato
  5. non ho lasciato famiglia e patria abbastanza alla svelta

Motivi per cui la probabilità di impoverimento letale è (finora) ragionevolmente contenuta

  1. non sono nato in un paese abbastanza povero
  2. non faccio il passo più lungo della gamba
  3. non ho chiuso la porta in faccia alla fortuna (la seconda volta che ha bussato)
  4. non sono abbastanza avido
  5. non ho lasciato famiglia e patria abbastanza alla svelta

PS: buon film, buona sceneggiatura, anche comprensibilmente furbetta nello strizzare l’occhio all’ex nerd diventato il più giovane miliardario vivente

La Passione

Beh, stavolta Mazzacurati mi ha tenuto sveglio, nonostante l’ora e la giornata pesante, e solo per questo si merita le tre stellette.
Poi è riuscito a contenere i gigioneggiamenti di Silvio Orlando e a non far tracimare un esilarante Corrado Guzzanti. Giuseppe Battiston sarebbe da sfruttare di più e meglio (in generale, non solo in questo film).
Non tutto viene risolto nella sceneggiatura e si sprecano le suggestioni non raccolte, però nel complesso la retorica viene contenuta entro limiti accettabili.

Shrek 4

… ennon-lo-sò… mhh… è come se questo film l’avessi già visto… vediamo: un nano infido, laido, vanesio e avido di potere, abilissimo nel far firmare contratti-capestro, affetto da insana passione per una enorme oca, riesce ad assurgere al trono grazie alla dabbenaggine di un padre di famiglia insoddisfatto ed in cerca di facili uscite dalla crisi; giunto al vertice, organizza festini a palazzo con centinaia di streghe, mentre popolo e reame vanno in rovina… occacchio…!

(SAPEVO di averlo già visto, ‘sto film… :-/ )