Resurrezione (arsenico e vecchi fumetti)

Piove. Casa materna. “Ma dove saranno finiti quei fumettazzi?” (sì, proprio quelli, no, non quegli altri, quelli lì). E vabbe’, si scava, scassettando con perizia ogni comò, per di più senza civette. Controindicazioni, il corollario di Schliemann-Metronapoli alla Legge di Murphy: quando scavi, di solito viene fuori la cosa sbagliata, al momento sbagliato, nel posto peggiore.

Così, invece dei fumettazzi, esce fuori una cartellina inserita in una busta di plastica non trasparente, assicurata da due elastici in buona salute. Sopra, un messaggio (“arsenico e vecchi merletti”) da parte di un probabile quasiventenne ancora brufoloso e munito di occhiali modello procione; un messaggio diretto al me stesso di vent’anni dopo, il cui senso è chiaro: non aprire, pirla! (vocativo sdoganato ai minimi livelli istituzionali). Ovviamente, essendo pirla, apro.

Non è una tisana d’autostima, scorrere le tue vecchie foto di classe del liceo e delle medie (quelle con la ragazzina che ti piaceva tanto, e con quell’altra che ti moriva dietro e tu non la strisciavi manco di cago).

Prossima volta, niente fumettazzi polverosi e via di bricolage (che c’è sempre tanto da fare, nella casa materna).

Annunci

Social neurosis

Basta che cominciate a dire di qualcosa: “Ah che bello, bisognerebbe proprio fotografarlo!” e già siete sul terreno di chi pensa che tutto ciò che non è fotografato è perduto, che è come se non fosse esistito, e che quindi per vivere veramente bisogna fotografare quanto più si può, e per fotografare quanto più si può bisogna: o vivere in modo quanto più fotografabile possibile, oppure considerare fotografabile ogni momento della propria vita. La prima via porta alla stupidità, la seconda alla pazzia.

Italo CalvinoL’avventura di un fotografo (da “Gli amori difficili”)

Sostituite alla fotografia (e suoi derivati verbali) il “post” (e azioni socialsimili), e avrete una nitida descrizione del delirio in cui si dibattono diverse centinaia di milioni di persone, incluso il sottoscritto.

Il cittadino nevoso

Un M. de Saint-Janvier fu chiamato dinanzi ad un tribunale durante la Rivoluzione Francese. Dichiarate le sue generalità al funzionario per l’identificazione, si sentì rispondere da questi: “i titoli nobiliari e tutti i loro indicatori sono stati aboliti, quindi non potete più anteporre il de al vostro cognome”. “Va bene”, disse il tale, “allora mi dirò Saint-Janvier“. “Ma non vi sono più santi”, replicò il funzionario”. “Allora Janvier?”. “Janvier è il nome di un mese che non esiste più”, rispose il burocrate, concludendo: “d’ora in poi sarete il cittadino Nevoso“.

[aneddoto controrivoluzionario di origine incerta]
Fonti in francese e inglese rinvenibili nella ricerca de “saint-janvier” citoyen nivose – Cerca con Google.

Domenica driiin

[in bagno, lavandosi la faccia, squilla il cellulare]

– Pronto…?
[voce femminile, accento marcato del sud] Pronto, che fai dormi?
[spiazzato] Eh… sì…
[tono bonariamente canzonatorio] Ma sono le dieci, eh…!?
[progressivamente snebbiandosi] Ehm… ma… chi è…?
[interdetta] Come…?
[sicuro a casa base, sorridendo perfido] Eh, forse ha sbagliato numero…!
[confusa, batte in ritirata] Oh… mi scusi…
[magnanimo] Prego, prego, nulla, buona giornata…

Midnight in Paris

Sono tornato da poco, e sono anche mal disposto per la cena di fortuna (tortelli burro e salvia alle 22.30 non sono il massimo)…

Ma già sulla strada del ritorno, rimuginavo sullo spottone da ufficio locale per il turismo che avevo appena visto…

Zero battute fulminanti, Owen Wilson più facciadapirla del solito, il giochino “OHHH ma quello/a è Hemingway [Scott Fitzgerald | Gertrude Stein | Pablo Picasso]” stanca dopo 2 minuti…

Insomma, se avessi speso più dei €5 di abbonamento o avessi dovuto tralasciare un’alternativa qualsiasi (una partita a ramino alla locale sezione dell’ANPI, tipo) sarei piuttosto incazzatello con il vecchio Woody in disarmo…

Scheda Midnight in Paris su IMDB.

Le perdizioni provvisorie

Possibile che si stia, in queste ore, ancora appesi al filo di mezze figure assurte a protagonisti dell’agone politico, pupazzi con l’elastico in fuga dal puparo, ma pronti a ritornare all’ovile non appena il loro vantaggio tattico potrà essere convertito in prebende, pubbliche o private…?

Se Dio Giocasse A Poker Potrebbe Barare?

La parte più divertente del lavoro di avvocato deve essere quel impalpabile senso di onnipotenza che deriva dalla consapevolezza che, tanto, le cavolate che scrivi non le leggerà mai nessuno, sul serio.

Non mi spiego altrimenti il paragrafo 10.8 (intitolato eufemisticamente “Force Majeure”) delle Condizioni di Servizio del noto distruttore di produttività del terziario avanzato, Zynga.

Non può infatti prendersi sul serio, e pretendere di essere preso sul serio, un legale che fa scrivere al suo cliente di non essere responsabile di disservizi causati da “atti di Dio, guerra, terrorismo, rivolte, embarghi…” – ATTI DI DIO? qualcuno nell’ufficio legale di un banalissimo spacciatore di giochi online ha DAVVERO sentito il bisogno di scrivere che se DIO lanciasse un fulmine su uno dei loro server, causando la vaporizzazione istantanea di migliaia di account (e, incidentalmente, di qualche decina di tecnici, inservienti e guardiani), ebbene, che nessuno si sogni di fargli causa per interruzione di servizio…???

Qualcuno dovrebbe spiegargli che se Dio non gioca a dadi, probabilmente non è perché preferisce giocare a ZyngaPoker.