Per qualche lettore meno smaliziato Nathan Never (la serie di fantascienza di Sergio Bonelli Editore) narra delle peripezie futuribili di un agente investigativo privato, a metà strada fra Tex e Blade Runner.

Naturalmente il genere fantascientifico è stato fin dalla sua nascita un modo per proporre la visione del mondo dell’autore, e dire la propria, in definitiva, sulle storture dell’epoca in cui vive.

A questa regola non sono sfuggiti, nel corso della ventennale pubblicazione dell’albo, gli autori che si sono alternati alla sceneggiatura. L’ultimo esempio è da rintracciare nel numero 243 (agosto 2011) in edicola (scritto da Bepi Vigna, disegnato da Germano Bonazzi).

[SPOILER – SPOILER – SPOILER – SPOILER -SPOILER – SPOILER]

Il pretesto (o contesto) è quanto di più classico: Guerra Dei Mondi (nel senso proprio del termine, con Marte che invade la Terra e tutto il resto) incontra Citizen Kane.

Il subtesto (insomma, nemmeno tanto sub) affiora prepotentemente in alcune frasi e dialoghi, come i due brani sotto riportati.

(conversazione fra Nathan e Olivia Olling, avvocato che difende l’Agenzia Alfa, trascinata in tribunale da una procuratrice al soldo di Kane, proprietario della Imperium)

Olivia Olling: C’è una cosa che non capisco… perché l’Alfa si è accanita tanto contro la Imperium?

Nathan Never: Non c’è nessun accanimento Olivia. La nostra è soltanto coerenza con uno dei principi che dovrebbero sempre uniformare [SIC] la nostra azione… il rispetto delle regole!

O.O.: Non importa quindi se dagli intrallazzi di Kane deriva un vantaggio alla città… se c’è un comportamento illecito, va accertato e va punito.

N.N.: Esatto. Non ha importanza quale motivazione spinge a violare le regole, il solo fatto che esse vengano calpestate crea un pericoloso precedente, dimostra che non esiste più uno stato di diritto.

O.O.: Se le leggi non sono adeguate si possono cambiare.

N.N.: Questo è lecito… Ma chi potrebbe mai accettare una legge che consenta di servirsi della corruzione e forse anche dell’omicidio per affermarsi?

O.O.: Non posso darti torto. Mi viene in mente un antico detto latino che recita… Fiat iustitia et ruat caelum

N.N.: “Sia fatta giustizia e crolli pure il cielo”.

(confronto tra Sigmund Baginov, mago informatico dell’Agenzia Alfa, e NN sui metodi usati per combattere il “nemico” Kane)

S.B.: L’importante è che abbia fermato Kane […] Sappiamo che è un bastardo corrotto e forse anche un assassino. E potremo dimostrarlo. Che vuoi di più?

NN: Voglio essere sicuro che abbiamo rispettato le regole.

SB: (urlando) Regole? Quali regole? Quelle nostre o quelle dei giudici che si fanno comprare e dei politici che elargiscono favori al miglior offerente?
Contro un sistema marcio non puoi giocare sempre pulito… […] E allora abbiamo usato le carte che avevamo da parte per i momenti difficili… Per quando non c’è altra scelta.

Leggendo la storia il quadro appare piuttosto chiaro: un palazzinaro senza scrupoli ammazza, ricatta, corrompe pur di aggiudicarsi l’appalto dei sogni, la ricostruzione dell’intera città. Emergono piccole irregolarità, ma i pochi onesti che puntano il dito sono sbertucciati pubblicamente (o messi a tacere definitivamente) e trattati come “freni allo sviluppo”, passatisti, retrogradi, fastidiosi grilli parlanti.

Il nostro eroe cerca di opporsi seguendo le regole, poco incline a compromessi machiavelliani. Parte dei suoi colleghi, e il suo capo, non sono d’accordo: quando il gioco si fa duro, i buoni devono picchiare ancora più duro. Il dilemma morale viene opportunamente lasciato in sospeso (irrompe l’azione e bisogna salvare la pelle, la filosofia a dopo, please).

Nessun diretto riferimento a cose/fatti/persone, ovviamente… ma è difficile non pensare alla storia di molte grandi città italiane di oggi e del recente passato, prima fra tutte la Milano del pre e post Tangentopoli (sede principale della casa editrice, fra l’altro).

In questa ottica il Nathan Never proposto da Vigna (uno dei creatori del personaggio) è l’uomo senza macchia, forse pieno di paure, ma retto e inflessibile, per il quale, usando le parole di Piercamillo Davigo, “è facile risolvere il conflitto tra politica e giustizia: basta smettere di rubare!”

Nathan Never ©Sergio Bonelli Editore

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...